Ora e
per sempre nel tuo pensiero questo solenne
principio poni: non offre il numero nessun
mistero, ma uno, grande, le frazioni.
Goethe, Frammenti faustiani
Sotto, lo schema costruttivo dellarco di Costantino. 1)
Armatura del quadrato; i quattro punti rappresentano le
intersezioni delle diagonali con le oblique che
congiungono un angolo con la mediana del lato opposto. 2)
Sviluppo della tavola tripartita;
sui quattro punti si intersecano due coppie ortogonali di
segmenti tra loro paralleli. 3) Il procedimento può
essere applicato diverse volte, ottenendo divisioni del
lato per tre, nove, ventisette e così via. 4) Sviluppo
«interno» della sezione aurea. ab viene proiettato sul
lato di base puntando il compasso sugli angoli adiacenti.
Il rapporto così ottenuto tra base e altezza è
corrispondente alle proporzioni dellarco privo del
cornicione aggettato. 5) Rettangolo in diatessaron,
o in tre quarti. Le aree in grigio segnano la differenza
tra i limiti del cornicione e delle mura dellarco.
Sopra, a sinistra sistema di costruzione del rettangolo
aureo. A destra sviluppo della spirale aurea. Il metodo più
semplice per costruire un rettangolo aureo richiede la
costruzione d’un quadrato e la sua divisione per mezzo delle
diagonali e delle mediane. Si punta il compasso sul punto
mediano del lato di base con apertura pari al segmento che lo
congiunge con l’angolo del lato opposto e lo si proietta sul
lato di base ottenendo il rettangolo aureo. La proporzione aurea
è tale allorché la parte minore (m) sta alla maggiore (M) come
la maggiore al tutto (m : M = M : m + M); ovvero, se il lato del
quadrato è uguale a 1, allora 0,618 : 1 = 1 : 1,618).
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Larco di
Costantino cela una sapienza architettonica non
ordinaria, decisamente eccezionale, dispiegata per di
più con il determinante ausilio della tavola
tripartita, il quadrato partito in nove caselle che
figura nel quadro dapprendista ed è il gioiello
del grado di Maestro, uno deglindiscutibili fossili
residui della Massoneria operativa nella speculativa:
larchitetto dellarco di Costantino ha davvero
«tracciato una tavola».
Per onorare Costantino e la sua vittoria su Massenzio, il
Senato impose allarchitetto non pochi imperativi:
inglobare nellarco rilievi desunti da monumenti di
Adriano, Marco Aurelio e Traiano con altri scolpiti
appositamente per Costantino, articolare in modo continuo
il ciclo narrativo dei fregî e lepigrafico,
sottolineare con larchitettura le principali
cadenze della complessa simbologia da manifestare con il
monumento.
Già un archeologo di razza come Mansuelli aveva colto
quali difficoltà si fossero presentate allignoto
architetto, e come le avesse superate di slancio.
Larchitetto infatti non si è limitato alla
semplice inserzione dei fregî traianei e di Marco
Aurelio, ma ha voluto che le loro proporzioni risonassero
nellintero monumento. Ciò costituiva la principale
difficoltà: mentre i rilievi di Marco Aurelio sono
costruiti con la proporzione armonica di due terzi,
quelli di Traiano sono basati sulla sezione aurea. Le tre
principali consonanze armoniche, tradotte in rapporti
lineari, danno luogo a superfici rettangolari costituite
da moduli quadrati, mentre in un rettangolo aureo
lunica divisione regolare possibile riproduce
moduli aurei.

Larchitetto ha
risolto questa difficoltà utilizzando gli sviluppi
proporzionali insiti nella tavola tripartita. Per
ottenerla è necessario armare il quadrato delle sue
diagonali e delle sue mediane, quindi si congiungono i
punti mediani dei lati con gli angoli dei lati opposti (Ill. 1.1). Questi segmenti, ipotenuse di
triangoli rettangoli 1 : 2 (e quindi in radice di 5),
intersecano le diagonali in quattro punti sui quali si
tracciano le due coppie di parallele trasversali che
costituiscono lossatura della tavola tripartita (Ill. 1.2). La stessa costruzione è però
necessaria per sviluppare un rettangolo aureo (sotto, a
sinistra).

Lunica
possibilità daccordare le due proporzioni era di
costruire larco sulla differenza tra un
accordo armonico e la sezione aurea. Perciò
larchitetto, invece di sviluppare totalmente il
rettangolo aureo dal punto mediano del lato (Ill. 2.1), ne ha contenuto lo sviluppo
entro il quadrato, puntando il compasso sui due angoli di
base (Ill.
1.4). Su
questo rettangolo, sottounità della sezione aurea, ha
impostato la facciata dellarco (sotto)

Sulle suddivisioni
della tavola tripartita sallinea la distribuzione
delle parti. Larco trionfale è corrispondente al
terzo centrale, sui margini della tavola insistono gli
archi laterali, i tondi adrianei e i fregî di Marco
Aurelio in alto. Sulla fascia orizzontale del primo terzo
sarrestano i rudenti, cioè le modanature che
colmano gli sgusci delle colonne, sulla seconda
sincentra il cornicione divisorio.
E proprio con il cornicione, così inusualmente
sporgente, larchitetto ha raggiunto una proporzione
armonica in diatessaron, o di tre quarti.
Suddivisa nuovamente la tavola tripartita per tre (Ill. 1.3), e quindi per due, ha tracciato
le parallele delle ipotenuse in radice di 5 ottenendo il
rettangolo in tre quarti e una scansione modulare di 18 x
24 (sotto).

Con questo rettangolo
era possibile armonizzare i fregî aureliani: ciascuno in
due terzi verticali, li ha accostati ai lati
dellepigrafe ottenendo due rettangoli orizzontali
di tre quarti. Le due coppie di rilievi trovano così
perfetta risonanza nelle dimensioni dellarco.
Con la modulazione di 18 x 24 è possibile, per chi ha
pazienza, una più attenta lettura del monumento (sopra). Si noterà che i piedistalli
delle colonne sono di quattro moduli, le colonne di sei,
capitello e cornicione di tre. Quindi la proporzione fra
la colonna e il suo piedistallo è di due terzi, fra la
colonna e linsieme capitellocornicione
dun mezzo. Le statue ai lati dei rilievi aureliani
sono di tre moduli, sul piedistallo dun modulo:
anche qui, rispetto alla colonna, un rapporto di due
terzi; i tondi adrianei occupano due moduli e sotto di
essi le fasce scultoree realizzate appositamente si
sviluppano su un modulo: un mezzo.
Il cornicione divide laltezza sui 5/13, cioè la
sezione aurea aumentata dununità.
Larco trionfale occupa unarea, sino al
cornicione, che ripete in verticale le proporzioni di tre
quarti. Ma a osservare le linee di scrittura epigrafica
si noterà che in ogni modulo ne sono contenute tre. Ciò
significa che la modulazione a cui ha fatto ricorso il
nostro anonimo e ingegnoso architetto è di 54 x 72. Per
i nostri occhi profani sarebbe solo un coacervo di linee.
Per lui era musica, la musica delluniverso, della mens
divina celebrata nellepigrafe.
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