Le Recensioni

Natale Mario di Luca recensisce
Pruneti Luigi
La Sinagoga di Satana. Storia dell'antimassoneria 1725-2002
Introduzione di Aldo A. Mola e Nota di Luigi Danesin
Edizioni Giuseppe Laterza, Bari, 2002. Pagg. 334. Euro 25,00.
Nota giustamente il Mola, nella calda introduzione premessa allo studio del quale ci si propone di dare qui conto, che nella storia dell'antimassoneria l'Italia ebbe "un suo sinistro primato", in quanto annoverò il protomartire della persecuzione nel poeta Tommaso Crudeli, all'indomani della prima condanna pontificia del 1738: persecuzione che, per vero, era larvatamente cominciata già prima dell'enciclica In Eminenti, nell'Inghilterra hannoveriana come nella Francia governata dal Cardinal Fleury. Dell'antimassoneria l'Italia è stata comunque ed indubbiamente una delle culle e non soltanto perché era e rimane il centro spirituale ed amministrativo del cattolicesimo romano, ma anche perché le vicissitudini politiche dal XVIII secolo in avanti per vari e complessi motivi hanno di frequente impedito od ostacolato l'esistenza delle attività libero-muratorie.
Merito principale dello studio del Pruneti, che ha così raccolto i frutti di intense ed annose ricerche, è quello di non aver circoscritto alla sola realtà italiana, pur tanto ricca di manifestazioni antimassoniche, la sua esposizione, che abbraccia con tranquilla padronanza dei fatti l'antimassoneria come fenomeno diffuso a livello transnazionale e non limitato a determinate radici religiose od ideologiche: non sussiste, infatti, un'esclusiva dell'antimassonismo che consenta di farne un'avversione propria di questa o quella connotazione socio-culturale. L'antimassonismo non è soltanto cattolico o cristiano, ma è presente altresì nei Paesi islamici, come lo è stato in passato nel Giappone scintoista e nei Paesi del defunto "socialismo reale". E del pari l'antimassonismo non è tipica espressione di "destra", nonostante le persecuzioni volute da Hitler, da Mussolini, da Franco e da Salazar, perché a diverso titolo e negli stessi tempi la lotta alla massoneria fu condotta da Trotzsky prima e da Stalin poi, con pedissequo allineamento del movimento comunista internazionale, e non solo di quello d'obbedienza moscovita.
E' un fatto che massoneria e totalitarismi, politici e/o religiosi, non vanno proprio d'accordo e che la massoneria ha possibilità d'esistenza solamente in un contesto pluralista o quanto meno informato a minimali regole di tolleranza politica e religiosa, ove alla massoneria non sia richiesto di divenire ciò che per sua peculiare natura non è e non può essere: ossia un'organizzazione totalmente omologata ad un determinato credo politico o religioso.
In quasi tre secoli di esistenza della libera muratoria, l'antimassonismo le è spuntato accanto pressoché ovunque come un'inseparabile gramigna e l'analisi del Pruneti ne segue sistematicamente origini e diramazioni in più di trecento pagine fitte di notizie, di commenti e di rinvii bibliografici, difficili da riassumere. Senza far torto ad altre parti di un libro che è tutto da leggere, sono da elogiare per completezza e per fascino espositivo quelle dedicate alla polemica cattolica tra XVIII e XX secolo, il cui fulcro è ovviamente nel corso dei pontificati di Pio IX e di Leone XIII, col sostegno di una fitta intelaiatura pubblicistica: dalla stampa periodica diocesana ai romanzi popolari, dalle pastorali episcopali alle tirate tra l'antimassonico e l'antisemita di Civiltà Cattolica. Il "fenomeno Leo Taxil", che s'inserisce nel contesto ma che per taluni aspetti  costituisce uno sviluppo dai contorni ancor oggi non del tutto chiariti (così come in una certa sua prosecuzione negli ambienti del Sodalitium Pianum di monsignor Umberto Benigni e della Revue Internationale des Sociétés Secretes di monsignor Ernest Jouin), è adeguatamente considerato, con le sue appendici italiane e francesi ancora influenti nella sub-cultura cattolica ed ecclesiale. Più di metà del libro (capp. 5-9) è peraltro dedicata all'antimassoneria del XX secolo, dal fascismo italiano degli anni '20 ai fascismi europei degli anni '30 e '40, dai pregiudizi marxisti alla congiunta crociata catto-comunista di anni ben più recenti, che in Italia è divampata dal dopoguerra ad oggi senza sostanziali interruzioni, ma piuttosto con improvvise ed acutissime impennate, come in occasione delle vicende della "P2" e della più recente "inchiesta Cordova", che hanno dato occasione o più esattamente pretesto per ingiustificate emarginazioni su base legislativa (è il caso delle leggi discriminatrici adottate da alcune Regioni) o para-legislativa (si vedano le pronunce del Consiglio Superiore della Magistratura in fatto di incompatibilità tra appartenenza alla massoneria ed appartenenza alla Magistratura).
Un discorso più ampio, ed accennato tra le righe dal Pruneti, in termini tuttavia abbastanza inequivoci per chi sa leggere, è quello delle cause remote dell'antimassonismo, tra le quali non di rado sono da individuare errori della stessa massoneria o di singoli massoni. Come non condividere, in questa chiave, l'auspicio che conclude il volume? «Alla massoneria italiana il compito di aprirsi sempre di più al confronto ed al dialogo, di distinguersi da ambigui imitatori e, soprattutto, di rintracciare la propria essenza che non è l’orgoglio ossidato di un passato presunto, né un associazionismo indefinito, ma una tradizione desiderosa di aiutare l'uomo a scoprirsi e a scoprire». Intelligenti pauca. Per quanto scarne, sono parole pesanti come macigni, sulle quali si dovrebbe una buona volta meditare, laddove invece l'attitudine di molti massoni oscilla quasi sempre tra un vittimismo di maniera ed un trionfalismo di facciata, ma quasi mai si concede momenti di sincera ed obiettiva autocritica.
Va segnalata, nell'eventualità di una ristampa, una piccola nuance, in sé di nessuna importanza. A pag. 173, nota 134, si legge che il libello Che cosa è la Massoneria fu pubblicato nel 1938 ad opera dello stesso autore, Francesco Gaeta. In realtà il Gaeta morì suicida nel 1920, lasciando inedito il manoscritto, che fu invece pubblicato, nel 1939 come nel 1944, a cura del Preziosi (cfr. Mola A. A., Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani, Milano, 1992, pag. 627, n. 46). E si può aggiungere: con il sostegno di Giovanni Gentile, che ne era in sostanza l'editore, e nonostante la riprovazione di Benedetto Croce.