Scritto in latino dal Conte Michele Maierus, e ora tradotto in inglese
per informazione di coloro che ricercano la conoscenza di
quellOnorata e misteriosa Società
di filosofi saggi e celebrati...
Londra, dato alle stampe
per il Sig. N. Brooke
ad Angel in
Cornhill
1656
Traduzione di Luca Ferruzzi
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Capitolo I.
Dove tutte le leggi fatte in nome di Themis debbano rispettare il principio del benessere
di coloro per i quali esse vennero promulgate.
Perché le leggi differiscono non soltanto a cagione delle loro istituzioni, ma anche a
causa della loro accettazione; così, se non vengono imposte tirannicamente, esse sono
mirate al pubblico bene, perché è tramite di esse che la società umana si mantiene, la
giustizia viene amministrata e la virtù favorita, cosicché nessuno abbia a temere
linsolenza e loppressione altrui.
Possiamo così concludere che esse beneficiano e causano lavanzamento della
società: se ognuno correttamente riceve ciò che gli è dovuto, allora non avrà causa di
lite o di lamentazione, ed ancor meno di porsi in istato di guerra; ma, al contrario (come
nei tempi aurei) egli godrà di pace e di prosperità, perché le leggi difenderanno la
giustizia, solo per mezzo della quale la pace prevale, il motivo del contendere si
esaurisce, Themis sarà venerata e, finalmente, ogni cosa avrà condizione e stato di
prosperità.
Donde molto saggiamente i poeti descrissero Themis esser figlia dei cieli e della terra,
sorella di Saturno e zia di Giove facendole molto onore e celebrandone la fama, a causa
della sua costante amministrazione della Giustizia, perché essa gioiva a causa
dellequità e della correttezza, così come di tutte quelle virtù che possan
rendere luomo ben accetto agli dei, o servizievole con il prossimo suo. Essa quindi
insegnò loro a vivere felicemente secondo giustizia e rifuggire la violenza, le ingiurie
e la rapina, perché essi nulla abbiano a chieder agli dei (come già osservato da Festo)
se non ciò che favorisce onestà e religione, ché altrimenti le preghiere rimangono
infruttuose.
Essa disse inoltre che il Gran Dio, guardando sulla terra, riconobbe le azioni buone o
empie degli uomini, e severamente punì gli iniqui con leterno castigo,
ricompensando i buoni, a causa della loro integrità, con una vita che non avrà fine o
decadenza. Altri, tra i greci, credettero Themis esser una profetessa di futuri
avvenimenti, e per tale dono essa guadagnò grande autorità e venne tenuta in gran
rispetto e considerata unentusiasta, essendo in contatto e familiarità con gli
spiriti e forse con gli dei medesimi, dai quali essa sorse ed ebbe origine; ed ai quali,
dopo la morte, presumibilmente fece ritorno, per far parte del lor Consiglio sui fatti
dellumanità.
Nel tempo in cui essa fu considerata dea della Giustizia i Re, per suo tramite, guidarono
i loro domini; essa li istruiva nei doveri verso i sudditi, istituendo inoltre la regola
che le moltitudini pagar dovessero omaggio e soggezione ai loro legittimi Principi. Essa
gettò le fondamenta della magistratura, edificando unordinata struttura politica.
Per tutto ciò fu tenuta in cosi grande considerazione tra i pagani da far loro
supporre che, sol a causa della di lei divinità il mondo intero si sostenesse e
supportasse.
Le si eressero templi, e si istituirono riti e cerimonie divine in suo onore. Il primo
tempio a lei dedicato fu in Boezia, sulle rive del Cepisso dove arrivarono, si dice,
Deucalione e Pirra dopo il diluvio, per interrogar loracolo sul come
lumanità, perita nel diluvio, avesse dovuto esser ristorata; questo a quanto ci
narra Ovidio nel primo libro:
O Themis, mostraci larte riparatrice,
Dellumanità perduta,
alla vana ricerca del proprio interesse fallace.
Su Themis venne inoltre allegoricamente detto che essa, prudente e bella sopra ogni
altra, fu oggetto delle mire di Giove, che dopo molto tentare venne alfin respinto; ogni
contatto fu allora interrotto finché egli la sorprese in Macedonia, prendendola per sé.
Da quellunione nacquero tre figlie: Equità, Giustizia e Pace. Sempre da Giove ella
ebbe un figlio di nome Medio Fidio, o il giusto, Guardiano della fede; Ogni giuramento in
suo nome fu sacro ed inalterabile, ed i patriarchi romani arrogarono a sé tale
solennità, esecrabile cosa essendo, per un uomo dingegno, il mancar di parola.
Sebbene convinti dellinesistenza, sulla terra, di Themis, che mai profferì
vaticinio o venne translata ai cieli, come invece ignorantemente immaginato dai pagani,
confessiamo, purtuttavia, che lidea vera di Giustizia o luniversale nozione di
virtù debba qui (sebbene occultamente) esser considerata, perché è da essa che sorgono
buone leggi, e non come alcuni pensano, dal vizio, che è solo accidentale cosa.
Questa equità mantiene saldi i domini, ordinati gli stati e le città e, finalmente,
sprona gli umili inizi a raggiunger grande altezza e grado di perfezione. LEquità
è la regola con la quale gli uomini debbono impostare le lor parole ed azioni. Policleto,
scultore dingegno, descrisse le proporzioni vitali delle membra del corpo umano,
acciocché ogni artificiere potesse compararle nel provare lopera sua; in verità
tali regole, o assiomi, sono propri di ogni arte e scienza, per portar lopra alla
giusta conclusione a mezzo del principio deduttivo.
LEquità così bilancia maniere ed azioni, così che esse non vengano influenzate da
ingiustizia e cattiveria, evitando molti inconvenienti che facilmente ci condurrebbero a
smarrimento. Perché, come lussuria e litigiosità sono causa dei malanni, così
lingiustizia si accomuna a perdizione e pena quali inseparabili compagne e, al
contrario, così come la salute rende luomo felice, non in se stessa, ma come
portatrice di più grandi benefizi, così per il tramite di equità, leggi salutari
vengono promulgate a conforto e vantaggio dellumanità. Ma è proprio a causa della
di ciò chiarezza agli occhi delluomo razionale che invano si spendono parole per il
ciò dimostrare.
Capitolo II.
Le leggi prescritte alla R. C. dal fondatore di questa Fratellanza sono tutte buone e
giuste.
Come luomo razionale non può negare lassoluta necessità di buone leggi,
così risulta appropriato che queste vengano lodate ed elogiate; Lindolente verrà
pungolato alla virtù, ed il diligente godrà la meritata ricompensa. Vedendo quindi che
tali disposizioni o leggi, stabilite dal padre dellonorata Fratellanza, sono degne
di essere profondamente considerate, sarà nostro dovere il lodarle appropriatamente, a
seconda della loro natura e per i vantaggi che queste arrecano agli uomini, considerandole
non solo come degne di accettazione, ma altresì di elogio.
Appare primariamente ragionevole lasserire che ogni buona società debba essere
governata da buone leggi, se fosse altrimenti, da cattive: Ma che questa società sia
buona e legittima noi non solo supponiamo, ma anche deduciamo da particolari circostanze
che a ciò riconducono. Diremo del loro numero totale, che è di 6, numero perfetto, così
che la società non abbia a confondersi dalla troppa abbondanza, o che un numero minore
sia a detrimento di ogni libertà.
Con la presenza di moltitudini di diverse leggi si può arguire la presenza di numerosi
crimini ed enormità, perché colui che assottiglia il diritto sentiero della Natura e
della ragione sarà certamente condotto per vie serpeggianti e labirinti prima di arrivare
alla fine del di lui viaggio. Le nostre leggi non risentono di tali inconvenienti, sia per
qualità che per numero; esse sono volontarie e tali da poter facilmente e molto
razionalmente esser seguite: esse sono, nel loro ordine:
-
Che ognuno che si ponga in cammino, professi la medicina e curi gratuitamente.
-
Che alcuno, se facente parte della fratellanza, indulga nei propri costumi, ma li adatti
alle abitudini e ai modi dei paesi nei quali risiederà.
-
Che ogni fratello della Fratellanza ogni anno, al giorno C., sarà presente al luogo
dello Spirito Santo o, se impossibilitato, giustifichi i veri motivi della propria assenza
per iscritto.
-
Che ogni fratello scelga una persona degna per essere suo successore al momento della
morte.
-
Che le parole R.C. divengano sigillo, caratteristica o segno di riconoscimento.
-
Che questa Fratellanza permanga celata per un periodo di cento anni.
I fratelli solennemente giurano e severamente simpegnano lun laltro a
mantenere ed osservare queste condizioni ed articoli, in tutto ciò che non risulti di
pregiudizio a sé medesimi, o dannoso ed ingiurioso per altri, ma che abbia lo scopo e
leccellente intenzione della gloria di Dio e del bene dei loro vicini.
Proseguiremo quindi lesame della materia, e, scorrendo attraverso le varie cause e
circostanze, ne daremo, ad ognuna, maggior luce.
In primo luogo, in riferimento al primo autore di queste leggi, considereremo lesame
della di lui autorità e potere che ne permisero la legislazione per sé e per gli altri,
e se obbedienza sia dovuta. Chi fu quindi lautore, e perché il suo nome venne
tenuto nascosto? Questi sicuramente fu un Principe che é, come fu, guida dei suoi
sudditi, i quali sono membri. Tutto ciò è fuor di dubbio, come lo è loccorrenza
del di lui pieno potere a fare e a ratificar le leggi, perché tale potere appartiene in
primis allImperatore e poi ad ogni Re, avendo essi il diritto di governare.
Infine, questo potere riguarda ogni Principe o magistrato Civile.
Ma le leggi promulgate da inferiori, solo si applicano a coloro i quali abbiano con essi
particolari relazioni, né sono durature, né si sostituiscono a leggi emesse da
superiori, essendo principalmente obblighi riferiti al tempo, luogo, persona e soggetto
specifico. Presso gli antichi, coloro i quali godevano della miglior reputazione a causa
della loro saggezza, conoscenza, autorità e sincerità, e dotati della maggior
esperienza, potevano istituire leggi in ogni città o nazione.
Così vediamo che Mosé venne eletto a capo riconosciuto degli ebrei mentre, tra i pagani,
i primi legislatori furono gli zefiriani, dopo i quali Zaleuco, ad imitazione degli
spartani e dei cretesi (che si disse ricevettero le antiche leggi da Minosse), scrisse
leggi severe e trovò le giuste punizioni. Egli lasciò regole secondo le quali gli uomini
sarebbero stati giudicati per le loro azioni, dimodoché molti, spaventati, furon spronati
a comportarsi rettamente, perché in precedenza non esistevano leggi scritte, bensì
sentenze e motivi causali che esclusivamente risiedevano nel petto del giudice.
In seguito, gli ateniesi ebbero leggi da Dracone e da Solone, che usarono in ogni corte di
Giudizio, dai quali i romani, vissuti dopo trecento anni dalledificazione di quella
città, ricavarono le loro leggi delle dodici tavole, pubblicate dai Decemviri, per essere
poi, col tempo, espanse dai magistrati e dai Cesari romani e divenir infine le nostre
leggi civili, ancora oggi in uso.
Altre nazioni ebbero i loro legiferatori, come lEgitto i propri sacerdoti, ed Iside,
che ricevettero gli insegnamenti di Mercurio e di Vulcano ( Queste furono le leggi auree,
essendo nate dal fuoco), Babilonia ebbe i Caldei, la Persia i maghi. LIndia ebbe i
bramini, e lEtiopia i ginnosofi; Tra i Bactri vi fu Zalmosis e Fido tra i corinzi;
Ippodamo tra i Nilesiani e, tra i Cartaginesi ebbesi Caronda. Infine, i Franchi ebbero i
druidi.
Da ciò che è stato detto questo si può ricavare: che cioè ognuno è libero (se i
propri compagni accettano e fedelmente si impegnano) di prescrivere leggi per se stesso e
per essi, specialmente se queste leggi sono fondate sulla ragione ed equità perché (come
dice lattore) nel bene, cose giuste ed oneste vengono scambiate; ma come la somma di
malvagità non può essere base legale, così sono condannate quelle bande che fanno legge
della menzogna e dellinganno; i loro giuramenti sono maledizioni e le loro regole
metodi di villania; le leggi, comandi di cattiveria.
Il nostro autore era certo privato, non magistrato, pure, nella sua situazione particolare
egli fu investito di tale autorità da poter obbligare e legare gli altri, esser Signore e
Padre della Società, primo autore e fondatore di questa aurea medicina ed ordine
filosofico.
E se alcuno tenterà di usurparne la giurisdizione a dispetto delle volontà e del
consenso altrui, tosto si accorgerà di quanto i propri sforzi siano vani, e sebbene egli
possa pensare che gli altri abbiano pregiudizi nei suoi riguardi, veramente egli farà la
figura del Vescovo nellaltrui diocesi, perché qui la realtà è diversa, avendo i
membri con giustizia e coscienza acconsentito al suo comando.
A conferma di ciò si potrà citare il tempo trascorso, perché tali leggi furono
mantenute ed osservate per lungo tempo senza che ciò ne abbia diminuito lautorità
prima; perché se le leggi vengono prescritte a chi non ne era soggetto e continuano ad
essere a lungo inviolate, ne segue che esse sian giuste, ed il bene può quindi durare a
lungo; e non esiste intralcio al potere legislativo privato in uso, non essendo questo
contrario a statuti Divini né civili, leggi di natura, leggi positive o usanze di
nazioni.
Ad alcuni potrà sembrare cosa strana che il nome del nostro autore non venga rivelato; a
costoro noi diciamo: Nostro padre, invero, giace nascosto, morto da lungo tempo, ma i
fratelli vivono e conservano memoria del suo sacro nome, che non son disposti, per cause
segrete ed importanti, a rivelare ad alcuno. Essi hanno genealogia e successione continua
da lui a sé medesimi, e ricevendo una lanterna da fratelli noti e colleghi della
Fratellanza, essi possono leggere lanimo dellautore dai suoi libri,
riconoscerne i lineamenti nelle immagini, e Giudicare il vero della causa
dalleffetto, le cui azioni ne confermano bontà e sincerità.
Le loro mani possono vedere, così che il loro credo possa andar al di la della vista, e
ciò che altri uomini stoltamente dicono incredibile e vano, essi sanno esser vero e
possibile. Dobbiamo qui negare che coloro che furono scelti ed eletti per la Fraternità
non conobbero il nostro autore? Sicuramente essi gli furono familiari ed intimi amici e
sempre eseguirono con alacrità quanto egli ne domandava, o imponeva loro.
A coloro i quali la di lui conoscenza non fu di beneficio alcuno, egli non fu, ne era
necessario, che fosse conosciuto, a meno che tali persone abbiano spiato in ciò che non
le riguardava, perché la conoscenza dei piani che si agitano nelle mura di Troia, o di
chi, nella lontana India, amministra la giustizia e promulga le leggi non ci appartiene,
cosi essi non avevano nulla a che fare con questautore ed i suoi fratelli,
anchessi a loro sconosciuti.
Se vediamo del fumo uscire da una casa, riteniamo che là debba esservi un fuoco, perché
quindi vorremmo discernere con locchio della mente e non soddisfarci delle opere di
coloro i quali mai furono veduti da occhio estraneo? Possiamo giudicare lalbero dai
frutti, anche se questi sono stati già raccolti: è quindi sufficiente, per conoscere un
uomo, ludirlo parlare. Socrate, rivolto ad un giovane virtuoso e riservato, disse:
parla, chio possa udirti! Il cane scopre sé stesso dal proprio latrato, un usignolo
dalle sue dolci note, e, fra tutte le cose, noi giudichiamo dagli atti.
E perché quindi non possiamo distinguere questo nostro autore dai falsi per mezzo delle
sue leggi, essendo desiderio degli altri quello di illudere? Essi approfittano dei loro
imbrogli, e ciò che sarebbe fastidioso ad altri, per essi è piacere, mentre rischi e
pericoli sono il loro sport. Lautore nostro non ha nome ma è degno di fede;
sconosciuto ai volgari, e ben noto alla sua società. Ed ancora alcuni potrebbero chiedere
ragione di tale celamento. Sappiamo che gli antichi filosofi si accontentavano della lor
vita privata, e perché quindi i moderni non dovrebbero gioire dello stesso privilegio,
visto che ne avrebbero più necessità di quelli? Il mondo è oggi carico di malvagità ed
irriverenza: invero lintera creazione, nel suo fluire da Dio, aveva carattere di
bontà, ma la caduta delluomo portò la maledizione sulle sue creature.
Polidoro non sarebbe stato cosi credulone se avesse potuto prevedere il proprio fato:
altri hanno da ciò tratto esempio, non osando gettarsi interamente nella sgarbata
moltitudine, ma preferendo segretamente il ritirarsi in sé stessi, perché
loccasione fa luomo ladro e colui che espone i propri tesori agli occhi di
tutti, sulla collina più alta, invita alla rapina.
Gli uomini "Homines" derivano nome e natura "ab humus", dalla terra,
la quale è spesso disseccata da calore estremo; a volte sembra perire per le alluvioni, e
tutto ciò a causa del sole, del vento e della pioggia, ciascuno dei quali nega o abbonda
i propri doni. Così la mente umana non sempre è nella stessa condizione; espandendosi
talvolta nella bramosia, mentre il vizio appare preferibile alla virtù ed il saccheggio
viene preferito onestà ed alla giustizia. Ma non vorrei censurar allo stesso modo tutti
gli uomini, riferendomi solo a coloro che, sprovvisti di ragione o di cultura, molto poco
differiscono dalle brute bestie.
Laonde il padre di questa fratellanza non ebbe prudenza di celarsi ai propri interessi ma,
in tale materia, saggiamente ebbe a consultarsi per il bene ed il benessere dei suoi
successori e della fratellanza tutta. Potremmo noi reputare saggio chi saggio non appare
per se medesimo? Così è che Aristippo, Anasarco e molti altri lodevolmente sopportano le
loro pene. Ognuno può acquistar gloria da perigliosi successi e nobili imprese, mentre
alcuni divengono famosi a causa di villanie famigerate ed esecrabili, come Erostrato, che
diede alle fiamme il gran tempio di Diana: ma il nostro autore ed i suoi successori si
nascondono, ben sapendo le spine che onore e popolarità hanno nella lor coda, non per
odio o disprezzo dellumana società, ma per poter migliormente contemplare, a certa
distanza, le atrocità delluomo, essendo spettatori solo, e non attori.
Democrito, così è scritto, si rese cieco per non vedere, al posto di bontà e virtù, le
vanità ed il vuoto del mondo, e gli inganni, vizi e lussuria; ma lautore nostro ed
i suoi successori molto saggiamente si nascosero: nessuno che voglia chiaramente vedere un
oggetto vi fisserà ambedue gli occhi, così luomo saggio eviterà di intieramente
rimettersi a Mercurio o Marte, patroni di ladri e rapinatori, o a Giove o Apollo, il primo
essendo armato di fulmini, mentre il secondo ebbe strali per mezzo dei quali lo sfortunato
Giacinto perì, metamorfosandosi nel fiore che ne conserva il nome.
Capitolo III.
Dellintento generale e delleffetto di tali leggi nelle particolari circostanze
di luogo, tempo, mezzi e finalità.
Avendo largamente discorso dellautore e della causa efficiente di codeste leggi, ne
tratteggeremo ora effetti e circostanze. Questo è probabilmente effetto che ovunque
conviene alla di lui causa; dimodoché se il nostro autore fu uomo onesto allora quelle
leggi da lui scaturite saranno parimenti buone, essendo cosa molto rara il notare
degenerazione di germogli virtuosi dai loro genitori ed antenati.
Quindi è evidente che queste leggi ben rispondono alla loro intenzione, ciò che si
desume dallordine e dal fermo nodo di sincera amicizia che ancora continua tra
quella Onorata Società; Perché se ragione, Natura e verità giustificar non potessero i
propri atti, senza dubbio questi sarebbero da lungo tempo alla rovina e non avrebbero
condotto ad alcunché.
Molti, invero, puntano giusto ma falliscono nel colpire il bersaglio, e sappiamo che
tempeste improvvise attraversano gli sforzi ed il desiderio del marinaio di raggiungere il
suo porto sicuro; così colui che si accinge ad ogni nobile impresa troverà impedimento
sul suo cammino, e se egli lo attraversa, si dovrà ringraziare Iddio, la cui provvidenza
e benedizione sono state tanto felicemente ottenute.
Questi fratelli, finora, non mostrano pentimento della loro condizione né lo faranno,
essendo servi del Re dei Re, al quale essi dedicano ogni frutto del proprio lavoro. Essi
tengono la religione in più gran conto di qualsiasi altra cosa, leggendo
dellonnipotenza di Dio nei libri scritti ed in quelli di Natura, e della provvidenza
sua e pietà.
Laiuto ed il sollievo al povero ed alloppresso essi tengono per dovere, e
sicuramente divengono Cristiani per tali azioni, ritenendo disdicevole lesser
sorpassati in pietà da turchi e da pagani! Non è necessario conoscerne il luogo di
ritrovo, noto solo a coloro a cui compete. Non è questo luogo in Utopia, o tra i tartari,
bensì eziandio nel mezzo di Germania, lEuropa essendo simile a vergine, cui la
Germania è ventre: essendo fuor di decenza alla vergine lo spogliarsi, se non vuol esser
presa per puttana. Che sia sufficiente il saper che non è sterile, avendo essa concepito
e partorito questa Fratellanza felice. Il ventre è illibato, eppur diede vita in
abbondanza con arti e scienze rare e sconosciute.
Questa è la Germania che oggi fiorisce ed abbonda di rose e gigli, innaffiati in giardini
filosofici ove mano scortese non possa cogliere o sciupare.
Le ninfe Esperidi Egla, Eretusa ed Espretusa qui han loro sicura dimora coi loro rami
dorati, dalle insidie di Ercole. Qui i grandi tori di Gerione pascolano tranquillamente,
lontani da Caco e dai maligni suo pari. E chi potrà mai negare la presenza, in questi
luoghi, del vello doro o dei principeschi giardini di Marte e di Aeta; chi fingerà
desser di Febo il figlio e di Fetonte il fratello? Qui trovano nutrimento pecore e
buoi del Sole Pecude, da cui Pecunia derivò, Regina del mondo.
Non servirebbe a scopo alcuno il narrare del come tutto ciò sia stato dedotto dal loro
autore primo, perché già i fratelli a lungo ne parlarono, in grande dovizia nei loro
scritti e libri. Egli introdusse tali insegnamenti in Germania, suo paese natio,
dallArabia, inserendoli poi, come principi della Fratellanza. Furono questi
originariamente trovati nella prima parte del libro detto "M", più tardi
tradotto in latino e molto mentovato, e dal quale essi impararono molti misteri
chiaramente osservando, pel tramite di esso come attraverso un vetro, lanatomia e
lidea delluniverso.
E tra breve, senza dubbio alcuno, essi lasceranno che il libro "M" venga
dischiuso al mondo, cosicché coloro che bramano la conoscenza possano averne
soddisfacimento, essendo io convinto che giorni felici siano prossimi, così che possiamo
giudicare il Leone dalle sue zampe; e come riflussi e correnti marine (come dice Basilio
Valentino) trasportano ricchezze a regni diversi, così questi segreti, svelati alle
genti, avendo in sé stessi larmonia del mondo cara a Pitagora, arrecherebbero non
minor profitto e soddisfazione.
Né è mai stato risaputo che due siano stati tanto simili come l"F"
all"M", né mai vi sarà un altro "M". Il motivo per il quale
queste leggi furon fatte fu per il bene comune ed i benefici che, in parte, anche i
fratelli ne traggono per sé ed in rispetto agli altri, sia nelle menti o nei corpi per
assicurar loro conoscenza, come per trovar rimedio alle altrui malattie, essendo lor
ambizione il profitto ed il vantaggio al prossimo, motivo per il quale essi scelsero
simile condotta.
Ma se taluno avrà delle obiezioni, dicendo che la propria salvezza non fu considerata,
questi insegnamenti lo confonderanno, così come invece saranno cagione di benessere per
altri. In questo caso i piatti della bilancia sono pari, non favorendo alcuna delle parti,
e la prima Unità è come il quinto, o secondo e terzo messi assieme. Ciascuno, come dice
il proverbio, battezzerà prima il suo figliuolo, ed i fiumi, luomo saggio dice, non
straripano se la fonte non è colma; meglio si dà a color che danno spesso.
Ma imparerete, dalla Fama, che queste leggi vennero primariamente promulgate nel
1413. Egli nacque nellanno 1378 ed iniziò a viaggiare a 16 anni, restò fuori sei
anni e ritornò dopo otto, ma aspettò ancora cinque anni per compiere la sua opera e dar
le leggi: ma tutto ciò è più congettura che realtà, essendo noi più interessati alla
storia che ne causò lorigine.
Capitolo IV.
Della prima Legge e delleccellenza della Medicina sopra alle altre Arti, alla quale
i Fratelli son devoti.
Siamo ora giunti a parlar più nel dettaglio di ogni legge, ed inizieremo con la prima,
cioè: Chiunque di essi si ponga in viaggio dovrà professar la medicina e curare
gratuitamente, senza compenso alcuno. Fu la necessità a forzar luomo ad inventare
le Arti per il di lui aiuto; la curiosità ha spinto alcuni allopra per soddisfar la
fantasia, mentre la lussuria non è rimasta indietro nel cercar mezzi per soddisfar sé
stessa. Ora, tra queste arti ed invenzioni, alcune sono più nobili ed eccellenti, sia
rispetto a sé stesse che nella stima degli uomini. Non crediamo forse lessere il
governare cosa Divina e maestosa? Cosa di più glorioso esiste che lingaggiar guerra
con successo? Nella società, esistono mercanti, artigiani e uomini daffari, e
ciascuno agisce nella sua propria sfera.
Per ogni profonda questione di divinità consultiamo labile clero e per casi legali
dubbi e sottili, andiamo da un abile ed onesto avvocato; per malattie disperate cerchiamo
il consiglio del fisico istruito e con molta esperienza. Ma la medicina, sembra di aver,
meritoriamente, la priorità perché per quanto attiene alla malattia, il fisico governa
lImperatore e prescrive regole e direzioni come il legale non può fare, perché la
legge non ha forza e può essere cambiata ed alterata a piacere da chi primo la redasse.
Allo stesso modo il fisico combatte con le malattie del corpo umano ed ingaggia fiere
battaglie con queste, per pervenire al ristoro ed al mantenimento della salute, quasi
perduta e decaduta.
Così Aristotele pone la salute tra quelle cose sulle quali tutti gli uomini concordano,
perché ognuno sa essere cosa migliore e desiderata lo star bene, quasi come lesser
ricco e prosperoso. Per cui limpiego di un fisico è lontano dallesser
disprezzabil cosa, essendo nella chiara volontà umana, sempre tendente alla bontà ed
alla felicità, il desiderio di mantener salute e guarirsi dalla malattia.
Dio, allinizio, creò luomo, e la Natura, di lui levatrice, ne condusse alla
generazione dai semi dei due sessi; ed è ufficio del fisico il guarire luomo
ammalato e ristorarlo alla sua salute originaria. Questarte, così, ha in sé molto
del divino, avendo lo stesso oggetto della creazione e della generazione, cioè
lUomo, che creato ad immagine di Dio fu Suo in virtù della creazione stessa,
partorito da generazione di Natura.
Anche lincarnato Cristo, assieme alla cura dellAnima, non disdegnò quella del
corpo. Tra gli israeliti, i profeti praticarono la fisica, e tra gli egizi i sacerdoti,
tra i quali venivano scelti i Re. Infine, grandi principi hanno studiato questarte,
non per brama di ricompensa, ma per poter aiutare lammalato. Abbiamo udito di alcuni
che, avendo molto ucciso in una giusta guerra, si dedicarono poscia, per ripulir se
stessi, a professar la fisica senza compenso, facendo il bene in espiazione al male prima
praticato. Essendo quindi la professione fisica si alta, nobile e sacra, dovremmo
questa maggiormente ammirare tra le altre arti e scienze nelle quali eccellono questi
Fratelli della onorata Società.
Essendo io con confidenza convinto che essi, conoscendo i più intimi segreti di Natura,
naturalmente possono produrre effetti alquanto strani, che molto stupiscono
lignorante spettatore siccome testa di Gorgone, perché la medicina è a loro la
più cara, essendo di grande profitto, e di valore.
Ma alcuni peraltro, potranno obbiettare nei confronti del Fratelli che non di fisici si
tratta, ma di empirici, che solo intrudono nel campo della fisica. Costoro, in verità
meglio farebbero a guardar a casa che fuori. Vero é, e lo confesso, che pochi Fratelli
furono educati, ma grandi eruditi essi sono; a conoscenza di saper profondo e competenti
alquanto. La medicina da lor amministrata, essi osservano, essere il midollo del Gran
Mondo. Per parlar ancora più schietto, la lor Medicina essendo il fuoco di Prometeo che,
con laiuto di Minerva, questi rubò dal sole e portò alluomo, e sebbene
malattie e pene vennero poscia inflitte dagli dei (come narra il poeta) sugli uomini,
eppur più potente della pena fu il balsamo di Natura.
Il fuoco fu diffuso per il mondo tutto a beneficio del corpo e della mente, liberando chi
dalle infermità, chi da passione dolorosa, perché nulla rallegra e contenta il cuore
umano come questa Medicina Universale. Pietre preziose lavorate in polvere finissima e
foglie doro fino ne sono gli ingredienti, come della medicina detta Edel heriz
Pulver. Eschilo attribuiva linvenzione della piromanzia, la composizione delle
Medicine, la lavorazione delloro, ferro ed altri metalli a Prometeo, e per questo
gli ateniesi gli eressero un altare assieme a Vulcano e a Pallas, in considerazione del
fuoco necessario alla scoperta dei segreti di Natura. Deve però sapersi che, per portar
la Medicina a perfezione, un fuoco a quattro facce è necessario, che, mancandone una
sola, il lavoro tutto è perduto.
Capitolo V.
Della cura delle malattie con rimedi specifici di occulta qualità, quelli usati dalla
Fratellanza, ben adatti alla natura umana e a tutte le sue occorrenze.
Non dobbiamo, per ciò che è stato detto, supporre che i Fratelli faccian uso di farmaci
che non siano naturali, usando essi vegetabili e minerali, e sapendo, a causa di sincera
conoscenza di manipolazioni segrete ed occulte, ciò che per la bisogna più sarà
efficace.
Altri adoperano Pancresta, Policresta, Manus Cristi, Narcotica ed Alessifarmaca,
sommamente osannate da Galeno ed altri ancora, attribuendo loro grandi qualità e, per
colorar limbroglio, esigono che alcuno ne prescriva senza lesborso di una
grossa somma, come se il valore ne aumentasse lefficacia e la virtù. Anche i
Fratelli han molte medicine, che chiamano Re, Principi, Nobili e Cavalieri, a seconda
delleccellenza e valor dognuna, che son date non per la scarsella ma a seconda
infermità dellammalato; né essi desiderano ricompensa anticipata. Non amano
inoltre, costoro, por scarpe di bambino al vecchio, che le proporzioni si abbiano ad
osservar con cura, una dracma essendo sufficiente per luno, mentre unoncia
della stessa Medicina va allaltro. Chi non direbbe esser assurdità lapplicar
lo stesso impiastro alla dura mano del bifolco così come a quella, delicata e pulita,
dellerudito o del signore?
Colui che pratica la fisica, abbia a considerar il differente umore di coloro affetti
dalla stessa malattia, come giudice sapiente debba mutar giudizio alla stessa causa, che
molte circostanze potrebbero alterare. I Fratelli, primariamente guardano alla
costituzione del paziente e poi di conseguenza prescrivono, in ogni cosa confermando
conoscenza con lesperienza, ed usando molto selezionati vegetabili, che essi
raccolgono quando questi più risultano impregnati di celestiali influenze: non per
sterili nozioni astrologiche, ma certamente conoscendo lora migliore per
leffetto desiderato, mentre i vegetabili vengon applicati per le malattie per le
quali venivano, coscientemente, destinati.
Essendo cosa alquanto irrazionale il mescolare ed il comporre qualità calde, fredde,
umide e secche, allorquando la Natura ci fornisce semplici medicamenti per correggere ed
ammendar le deficienze, correndo il rischio che un rimedio specifico, forse segretamente
di natura contraria ad un altro, per mescolanza, le virtù proprie dei due, se non perdute
tutte, potrebbe di molto diminuire. Affermano i Galenici che le prime qualità provocano
alteramento e le seconde attenuano o ispessiscono, e dicono ciò, stoltamente ed
ignorantemente di tutto il resto. Ove ogni vegetabile contiene in sé medesimo
lessenziale virtù per fugare il male al quale correttamente viene applicato.
Essendo in medicina come in un esercito, ove ogni milite saccompagna agli altri o
sammutina al proprio comandante, allora è quando il nemico si rinforza ed utilizza
le proprie armi per ucciderli. Alcuni domanderanno cosa sintenda per Specifico; con
ciò io intendo quello che i Galenici illetterati chiamano la qualità occulta, non
essendo essa calda, fredda, umida o secca; essendo in verità la conoscenza profonda e
vera al di là della loro portata o comprensione.
Valescus de Taranta, lib. 7, cap. 12, dà la definizione della qualità galenica occulta.
Viene infatti chiesto come si sia che una locusta appesa al collo possa guarir da febbre
quartana, alla quale domanda essi rispondono che se queste medicine empiriche posseggono
simili virtù è per causa della loro qualità occulta che contiene la forma specifica del
malanno congiunta con linfluenza degli Astri.
Ma potremmo allora domandare che cosa sia la proprietà totale; Averroé la definisce come
complesso, altri affermano essere questa la forma sostanziale di un corpo composto, altri
invece lintera mescolanza, cioè la forma, la materia ed il complesso, che Avicenna
chiama la sostanza intera, dicendo che un corpo non possiede né operazione dalla materia,
né qualità, ma lintera sua sostanza o composizione.
Ma per parlar sincero e senza veli, nel divenir filosofi, noi sappiamo che esiste una
virtù naturale ed una quale predestinazione che discende dallinfluenza dei corpi
celesti, che dà disposizione particolare alle forme che saranno; e questa é, come fu,
determinata dal proprio oggetto, così che dopo adeguata preparazione della materia e
congiunzione della forma, lintera sostanza o corpo mescolato produce effetto
proporzionabile.
E forse ciò intese Avicenna, ove invece Arnoldo, nel suo libro De Causis Sterilitatis,
disse esser proprietà particolare di un corpo la sua propria natura, che procede dalla
giusta disposizione delle parti da esser mescolate; e ciò si dice una occulta qualità,
sconosciuta ai più a causa della sua difficoltà. Da ciò deriva che natura stessa è
come complesso, anche senza esserlo veramente, ma trovato questo tramite ragione,
scoprendone i segreti solo per mezzo di sperimentazione e pratica.
Da ciò si comprende che lesperienza sia sopra la ragione, essendovi molti
esperimenti ai quali non si può dar spiegazione razionale, né sviluppare, al lor
riguardo, alcun metodo per soddisfar noi stessi. Per ciò che abbiamo così detto,
chiaramente appare che lintera proprietà di qualcosa non può esserne il complesso,
che se così fosse tutte le cose aventi la stessa proprietà dovrebbero di conseguenza
aver il medesimo complesso, ciò che è falso, perché rabarbaro e tamarindo per la loro
proprietà attraggono il colera, pur non essendo dello stesso complesso, come affermato da
Valesco. Quindi è chiaro che la vera proprietà delle cose medicinali è solo conosciuta
per mezzo dellesperimento, e non a causa delle false regole dellArte galenica,
che nessuna luce danno sulla natura di alcun semplice.
Consideriamo, per esempio, la rosa; questa spande dintorno piacevole profumo ed è
di colore rubicondo ed amabile non per causa della qualità fredda e secca, bensì della
sua propria intrinseca virtù, né dalle suddette qualità si puote alcunché dedurre, non
essendo queste soggette al gusto, alla sensazione, o alludito e di conseguenza ad
alcuna, perché gli specifici hanno altro originale.
Come sono le prime qualità osservate? non dalla loro essenza e natura ma per cagion dei
sensi, con ragione che ne trae la conclusione: ma non possiam vedere come la ragione possa
determinare sul soggetto delle qualità di una rosa, e se esse siano calde, fredde, umide
o secche, a men che la ragione sia stata informata dai sensi sul colore, odore, sapore o
toccamento.
Ma queste regole sono incerte e fallaci insieme, e vi sono più esperimenti per confutarle
che per conferma, perché chi oserà affermare che ciò che è freddo non può aver odore
mentre le cose calde ne possiedono? Che le cose odorose siano calde, mentre fredde sono
quelle senza odore, o che le cose bianche siano fredde o calde, mentre le rosse sono più
calde delle bianche o, al contrario, le amare siano calde e le narcotiche fredde eccetera?
Perché loppio, lo spirito di vino, la rosa e molto ancora confuteranno simili
opinioni, dimodoché è chiaro che le qualità dipendono da simili incertezze in relazione
ad ogni semplice, e quindi miglior cosa essendo il fidar dellesperienza e cercar nei
segreti di natura, che non vanamente frivoleggiare il tempo nel dividere le qualità
seconde dalle prime, e le terze dalle seconde, o cercar ragione dai sensi, cosa molto
ridicola a meno che non sia per la cura di malanni, dove le qualità sono in confusione.
Avendo gli egizi ciò compreso, essi grandemente stimarono e studiarono la fisica, che fu
sperimentale e non nozionale e quindi misero i lor malati per le strade, dimodoché i
passanti che già ebbero la stessa malattia dir potessero il rimedio specifico col quale
furon essi curati, ove si dimostra che talvolta val più il consiglio di una vecchia o
lapplicazione di qualche empirico a certe malattie che così tanti fisici, con i
loro dotti studi e metodi.
Che non venga io, comunque frainteso nellaffermare che lesperienza debba esser
lunica guida della fisica; la medicina deve infatti, sia essa speculativa o pratica,
accordarsi ed incontrarsi nella verità.
Noi non dobbiamo, per ciò che riguarda invenzione o prescrizione di fisica, dar troppo
credito alla ragione, che esser potrebbe falsamente informata sulla natura delle cose, se
non quando lesperienza ci avrà dato conferma dei misteri e dei segreti, essendo la
ragione di vista troppo corta per insegnar quelli, ma neanche dobbiamo perversamente
ignorarli, invidiosamente rigettando ciò che non si può ottenere.
Io non considero esser fisico razionale colui che solo tiene in sua memoria una lunga
lista di semplici e che facilmente potrà dire cosa sia caldo in primo grado, cosa nel
secondo e cosa in terzo, e può scorrere le seconde qualità e le terze, e se
chiamato al capezzale del paziente, da questa confusione, come dal ventre del cavallo di
Troja, emette molte ricette e soluzioni essendo egli ignorante dei più comuni semplici e
del loro corretto metodo dapplicazione.
Non dovrebbe egli, che ben comprende e conosce i suoi farmaci, agir con più senno?
Poche prescrizioni ben selezionate, di efficacia certa per la cura, certamente han più
valore di una confusa moltitudine di ricette Galeniche. Esiste ormai una tal dovizia di
medicine che il fisico è ora più confuso nello scegliere che nella invenzione stessa,
non essendo labbondanza di rimedi che vince il male, ma solo virtù, metodo, ordine
e scelta del tempo e dello spazio garantiranno alfine il successo.
Leggiamo nelle storie del coraggio e della bravura di quel Re spartano che, con una
schiera di quattrocento baldi lacedemoni, simpadronì della strettoia dalla quale
Serse ed il suo esercito di un milione e settecentomila uomini sarebbero giunti,
uccidendone gran quantità; e quando linsolente persiano vantandosi disse che le lor
frecce avrebbero oscurato il sole, Il Re spartano rispose che, allora, avrebbero
combattuto allombra.
Da questi esempi evincesi allora che una selezionata compagnia di guerrieri scelti tiene
grande vantaggio sulla confusa moltitudine: e perché non dovrebbero pochi rimedi ben
scelti risultar defficacia maggiore di un mucchio di ricette vane? Si dice che, se
lesercito superi i centomila, divenga tumultuoso ed indisciplinato; così è la
Medicina, che incrementandosi a dismisura uccide invece di curare, perché ogni guerra
specifica o contrapposizione di opposte forze necessariamente disturba pace e
tranquillità della Natura.
Capitolo VI.
Sebbene altri fisici esigano il dovuto, ancora i Fratelli curano gratis, non avendo il
denaro in conto alcuno.
Leggiamo nella storia che grandi uomini, Re e Principi, tennero al loro servizio celebri e
dotti fisici, non solo in cambio di un salario annuale considerevole, ma conferendo loro
gran favori ed onori. Eristrato scoprì il male di Antioco, essendo ciò lamore per
la suocera, dal quale lo guarì, ricevendone cento talenti dal figlio Tolomeo. Democido
guarì Policrate il tiranno per due talenti doro, ed ebbe poi una ricca catena e due
calici doro per aver curato Dario. Giacobbe Cotterio, fisico di Luigi II Re di
Francia ricevette cinquantamila corone lanno quale suo pagamento, mentre Taddeo il
fiorentino ebbe cinquanta corone al giorno per andar su e giù a curar malati.
Le ricompense ed i guadagni indotti dalla fisica hanno convinto molti studiosi ad
applicarvi tutto il proprio tempo e sforzi, più per amor di profitto che per la salute
del vicino ed il bene della collettività. Considerando a quante infermità siam soggetti,
troveremo la fisica essere più necessaria del cibo e del vestire, e quindi gli abili
fisici vengono ricercati, che possano amministrar medicina con giudizio; ma nessuno
impiegherà sforzi, tempo e danaro in ciò per il quale non avrà raccolto: Chi sarà
servo altrui senza salario? Forse che lavvocato patrocinerà senza profitto? Né
esiste legge o ingiunzione ad obbligar il dottore a curare per nulla in cambio.
Sarebbe, in effetti, rigido e duro lobbligar alcuno a dar via ciò che giustamente
gli appartiene. Menecrate il Siracusano nulla ebbe per i suoi dolori salvo scomodar le
divinità, dalle quali ebbe lattenzione di Giove medesimo, che fu peggio che
laver ottenuto attenzioni a lui più proporzionate. I Fratelli son così lontani dal
ricevere una ricompensa che ne disprezzano il pensiero medesimo, così lontani dalla
vanagloria del successo, che mai si vedranno tale favore riconosciuto.
Non hanno medicine diverse pei poveri o pei ricchi, ambedue parimenti rispettando; essi
eseguono visite frequenti, portando conforto agli afflitti e la condizione dei poveri
alleviando. Il lavoro è la propria ricompensa, il dolore alleviato divien ricchezza,
mentre topi ed altri parassiti non posson diminuirne lammontare, né draghi o bestie
selvatiche la fontana esaurire o avvelenare. Celio, nel suo libro 16, cap. 10 ci narra di
Filo, un fisico, scopritore di certe Medicine chegli disse mani degli dei, ma il
grande titolo non era che pretesto per gli occhi e le orecchie degli spettatori, che
prometteva più di ciò che dava e deluse più di aiutare, medicine belle
allesterno, ma corrotte e marce internamente.
Ma i Fratelli, pur avendo le più efficaci medicine al mondo, si peritano più di
nasconder le virtù che di farne esposizione. Forse le loro polveri saranno cinabro, o
semplice cosa, ma di effetto superiore a ciò che ci si aspetti. Essi hanno Falaia e
lAsa di Basilio, la Nepente, che sconfigge le pene dOmero e Trismegisto, il
linimento doro, la fontana di Giove Ammone, calda di notte, fredda a mezzogiorno,
tiepida allalba ed al tramonto. Perché essi condannano i lor guadagni e redditi,
né sono attratti da onori o preferenze, considerazioni accademiche e successi, ma vivono
e lavorano in silenzio.
Non è questa una rara società di uomini, ingiuriosi di alcuno, ma alla ricerca del bene
e della felicità per tutti, dando ad ognuno ciò che gli compete? Questi Fratelli non
adorano il sole che sorge, non son parassiti che si adattano agli ordini dei grandi, che
mascherano parole ed azioni nella menzogna. Dicono che la statua di Diana, costruita ad
arte, adattasse le proprie fattezze per mostrar approvazione al pellegrino che le offrisse
doni, aggrottandosi e minacciosamente disapprovando coloro che arrivassero a mani vuote;
così è il mondo intero, per tutto ciò soggetto al dominio delloro. Ma questa
polvere della terra non ha, per loro, valore alcuno, perché queste cose sono basse ai
loro occhi, cose che gli altri grandemente adorano.Preferibbero scoprir un mistero di
natura piuttosto che una miniera, avendo stima delloro solo se questo può essere
utilizzato per continuar i loro studi.
Ed essi sognano lera di Salomone, quando a Gerusalemme loro era più comune di
tegole sui tetti e largento più delle pietre nelle strade, perché in tali tempi il
suo uso era sconosciuto e gli uomini si accontentavano di ciò che la Natura potesse
offrir loro, vivendo serenamente sotto il governo del padre di famiglia, senza arrosti,
lussuria, orgoglio e, men che meno guerre.
Capitolo VII.
Del censurar gli abusi in medicina, così come le lunghe ricette a sfoggio di sé
medesimi, sol per dimostrare che il fisico non sia un empirico, o per il guadagno dei
farmacisti, senza rispetto al beneficio ed alla borsa del malato, quando pochi semplici
ben scelti fan la cura.
Ogni giorno si posson notare le male erbe che nascono dallOro, crescer rigogliose e
soffocare il mondo. Loro non ha solo rovesciato città e distrutto floride società
ma ha corrotto le Arti, con quelle liberali divenute tra le più servili. Posiamo per un
attimo, saltando il resto, gli occhi sulla medicina il cui flusso, più è stato
allontanato dalla fontana, più si è insudiciato ed invilito, finché ora giace, pieno di
lordume. Abbiamo prima affermato che la Natura si contenta di poco, che porta beneficio in
malattia come in salute, perché più semplice è la dieta e più facile risulta a
digerirsi, essendo difficile il cambiar molte cose eterogenee in una sostanza solamente.
Così nel male, la varietà degli ingredienti distrae, se non completamente intralcia la
Natura nelle operazioni sue, perché essa deve ora combattere non solo con le infermità
ma parimenti con il rimedio stesso, e come possono cose a sé medesime opposte e contrarie
procurare e mantener la pace? Noi confessiamo che composizione giudiziosa è cosa
necessaria, perché un semplice specifico non può conferir la cura per mali complicati,
così che più semplici uniti possono sortire leffetto che vien negato al singolo,
né noi penseremmo cosi assurda la questione di quanto buono e requisito esser possa
il metodo.
Ciò di cui ci lamentiamo essendo la grande moltitudine omnium gatherum di
combinate erbe, radici, semi, fiori, frutta e cortecce, calde o fredde nel primo, secondo
e terzo grado; cosicché si abbiano quaranta e più ingredienti in un medicamento, per
dimostrar memoria ed arte dun fisico stupido ed ottuso, o aiutar il farmacista
furfante, che estorce il suo guadagno per cultura, e la rapida enunciazione delle sue
droghe gabella per conoscenza sperimentale.
Al contrario, se qualcuno che ha coscienza in ciò che sta facendo prescriverà pochi
semplici, rari ed approvati (come il Famoso Crato, fisico di tre Cesari), questi sarà
tacciato dignorante, se non dempirico, sebbene egli superi di molto, in ogni
branca di sapienza, i commercianti di ricette. Guardate come i farmacisti volentieri
passino sopra ad una ricetta semplice ma efficace, perché porta poco profitto, ma come
invece si considerano fortunati di ricevere una ricetta lunga un cubito, facendo pagar il
paziente per la sua infermità mentre, qualora egli guarisca, la sua tasca rimarrà
malata. Considerate quanto tutto ciò sia ingiurioso per luomo e per la comunità;
perché distruggendo luno essi minano laltra, perché, se luomo pur
rimane, solo un membro derelitto di questa egli sarà. Le malattie si protraggono così
per la contrarietà tra le Medicine e la Natura indebolita.
Però reputiamo assurdità lasciar la via diritta che corre al bosco, per la tortuosa che
può confondere e prevenir lavanzamento. La moltitudine genera confusione in molte
cose, ma specialmente in Medicina, se lessenze dei semplici sono ignote. A conferma
di ciò possiamo trovar esempio in tribunale, dove, se ognuno assieme perora e dichiara
lopinione, il caso diverrà ben più intricato, allontanando la corte da una
decisione sulla controversia. Pochi e saggi consiglieri da ogni lato, invece, sapranno
chiaramente presentare il caso e condurlo a saggia e repentina determinazione. La stessa
discordia appare nella fisica se ogni semplice, nel trattar listesso male, debba
avere i propri effetti, quando pochi semplici, ben selezionati potrebbero subitamente
risolver la questione. Quindi ottimo espediente essendo, tra i molti, sceglierne alcuni e
tra i buoni prendere i migliori, che possano assistere e rinforzar Natura nel di lei
conflitto.
Se si seguissero queste osservazioni, il fisico non sarebbe stimato abile primariamente a
causa delle sue alte parcelle, ma per la qualità dei suoi ingredienti; i farmacisti
avrebbero più clienti, perché gli uomini non sarebbero spaventati dallalto costo e
non morirebbero per risparmiar la spesa, ma volentieri si sottometterebbero ad una cura
facile ed onesta. Non devesi giudicar tutto dal volume, perché vediamo che bestie
selvagge in corpo e quantità eccedono luomo, tuttavia il minore, essendo razionale
e saggio, le governa. un po' doro vale più di un gran mucchio di sassi o una
miniera di basici metalli; così in Medicina, una piccola quantità può contener in se
stessa più virtù di una gran misura di semplici diversi.
Ed è sufficientemente noto alluomo saggio che le stesse erbe si alterano in diversi
climi; e quella che è innocente nelluno può diventar veleno nellaltro, e
quindi non è cosa sicura il mescolare India, Arabia, America, Germania ed Inghilterra
assieme, perché il Sole ed i pianeti hanno influenze diverse su questo o quel paese e di
conseguenza alterano le piante. Nemmeno possiamo ignorare che nello stesso campo abbondano
piante buone e cattive assieme; ed esempio di questa verità è nei minerali, perché il
sale da solo non fa danni, come il nostro volgare Mercurio; ma se i due vengono sublimati
assieme essi divengono veleno potentissimo; ma alcuni possono pensar che ciò derivi da
Mercurio, che è senzaltro falso, potendo questo, con arte, condotto a liberarsi di
nuovo, e qui la sua innocenza fa ritorno.
Allo stesso modo, può esser preso senza tema lo Spirito di Vetriolo, assieme ad altro
liquore, e lacqua di Salpietro può esser nel corpo ricevuta, ma se questi due
vengono assieme distillati, essi fanno unacqua che mangerà ogni metallo eccetto
loro e morte certa produrrà a chi ne beva. Ma se alla prima sostanza si aggiungerà
Armoniaco, la sua forza viene ad aumentare sino a ridurre loro in fluida ed acquosa
sostanza, mantenendone però la sua natura, pura e perfetta.
Si potrà ancora obiettare che melassa, mitridato ed Ameco, con altri, furono
composti da molti semplici che, ben digeriti da lunga fermentazione, divennero rimedi
sovrani e sono stati usati da quali seicento anni, per il beneficio di centinaia di
migliaia. Noi non neghiamo leccellenza di tali composizioni, tenute in gran rispetto
in epoche passate e più recenti, ma, con queste, ne approviamo, peraltro, altre seicento,
se con esperienza vengon macinate.
Perché coloro che per primi inventarono queste Medicine non ne considerarono le qualità
calde o fredde ma la natura e lessenza, mentre queste resistevano al veleno o
conducevano allevacuazione dei cattivi umori dal corpo, essendoci, nella melassa,
carne di vipera ed ingredienti diversi di simili virtù. Noi discorriamo contro
lostentazione estemporanea e vana nel prescriver Medicine composte di piante calde,
secche, fredde ed umide, sia in questo, che in quel grado.
Dir qui si potrebbe di un fisico che si gloriava di non conoscere alcun particolar
esperimento, essendo per lui tutti i rimedi eguali rispettivamente alle prime, seconde e
terze qualità: e certamente ciò discendeva dalla di lui ignoranza di ciò che avrebbe
dovuto invece esser noto; ma lo spirito saggio e prudente molto minuziosamente procede e
discende nei particolari. Essendo, per regola generale, più facile dar giudizi sui
semplici che trovar, per esperienza, le virtù proprie degli specifici; e ciò a cagione
del fatto che ogni semplice ha una proprietà peculiare che lo distingue dallaltro,
del quale, talvolta è contrario, mentre le qualità non solo differiscono rispetto agli
altri, potendo lo stesso semplice aver effetti diversi in sé medesimo come appare nel
Rabarbaro che, in relazione alle sue qualità prime, caldo e secco, aumenta il colera nel
corpo umano ma, in relazione alla sua essenza ed alla specifica natura, questo ne purga.
Nel passare allOppio ed allAceto ed a tantaltri, vediamo come la stessa
cosa nelle sue prime, seconde e terze qualità genera spesso contrarie operazioni, così
il caglio assottiglia il sangue spesso della lepre, ma se molto fluido lo ispessisce; ed
il Vetriolo, secondo sua natura, penetra ed è astringente ma repelle e disperde il piombo
a lui applicato; O lArgento vivo, che è ben pesante, ma si sublima al fuoco ed
ascende, e sebbene abbia corpo spesso e grossolano, esso può ad arte essere usato per
perforare qualsiasi corpo e poi ridotto alla sua propria nativa purezza.
Molte altre prove possono portarsi, perché nulla esiste, al mondo, per quanto basso ed
abietto, che non sia marchiato con sigillo sicuro delle sue virtù proprie, delle quali
lignorante solo scopre il guscio, o lesterno della conoscenza. Ma perché
questerrore di giudizio non vada a detrimento della pratica, mettendo in pericolo
così la vita umana, noi crediamo esser buona opera di servizio ladoperar gli studi
nellonorata facoltà di Medicina, per ricercar vieppiù su pochi, rari e certi
specifici, piuttosto che il seguirne di generali, che così comunemente ingannano.
Non dobbiamo mostrar noi stessi empi e dimentichi del dovere, quando ricchi ed onorati,
fino a sdegnar i nostri poveri genitori; perché esperienza è la madre dellArte, e
vorremmo forse noi condannarla perché non ne abbiamo di bisogno? LEsperienza è
maestra dei folli, e la Ragione regina dei saggi, ma in molti aspetti ciò non deve esser
separato, perché molti esperimenti procreano ragione, cosicché questa sostiene ed adorna
lesperienza.
Capitolo VIII.
Del perché molte Medicine, a causa dei lor nomi altisonanti e delle stima che ne hanno
gli uomini, che pensano che ciò che più costa meglio sia, sono tenute in gran
considerazione, mentre altre, meno appariscenti e proprie del paese, sono superiori a
queste in eccellenza ed in valore.
Oltre agli abusi prima mentovati, un altro vi si aggiunge di soppiatto; le prime son
truffe in quantità e qualità, che svuotano la borsa, perché esse dipendono dagli umori
degli uomini, che credono che una cosa sia buona se lhanno ben pagata. Per questo
Galeno nascose il proprio Impiastro dOro dai curiosi, per il quale ebbe cento
corone, che invece era di scarso valore in se stesso; poiché vi sono molte cose
eccellenti nelluso che, se divulgate, la gente le disprezzerebbe stoltamente,
perché mani volgari insozzano tutto ciò che toccano.
Alcuni motivi per i quali esse non paiono funzionar così efficacemente, è perché non
fanno ben lavorar limmaginazione, scoraggiando quindi alla cura e al risultato,
perché se è vero che limmaginazione altrui avrà su di me piccolo effetto, la mia
medesima molto altera il corpo e può intralciare o promuovere un rimedio nella sua
propria azione.
Ciò è evidente in molte malattie, e specialmente nella malinconia ipocondriaca, anche
detta la vergogna de fisici perché raramente curata, ove la non efficacia della
cura dipende dallimmaginazione pregiudiziale del paziente, che dispera di trovar
aiuto; perché cure, dolore e disperazione alterano e cambiano il sangue, corrodono il
cuore e travolgono gli spiriti, così questi più non possono attendere al loro ufficio;
se quindi ciò potesse esser prontamente rimosso, vi è grande speranza di guarigione.
Sotto tale mantello, molti coprono la lor furfanteria e bramosia, altro non ricercando che
guadagno dalla lor clientela, perché essi chiamano le loro Medicine con grandi nomi
cosicché limmaginazione del paziente, impressionata dalla ricchezza e valore del
rimedio, faccia la cura; e quindi essi compongono le lor Medicine dingredienti rari
come Oro, Argento, Perle, Bezoaro, Spermaceti, Muschio e molti ancora, dandone nomi
secondo la lor nascita. Essi le chiamano il Balsamo di Vita, Il Gran Elisir, il
Ristoratore di Vita, lOro Potabile, il Burro e LOlio del Sole; e chi mai
potrà dubitare dei loro trucchi coi quali confondono grandi moltitudini dignoranti?
E però cè del vero nei nomi dei farmaci da essi descritti, perché il Balsamo di
Vita, tale è senzaltro per lor stessi, sostentandoli e mantenendoli vivi.
Ma anche ammettendo che queste costose Medicine siano buone ed utili, comunque essi devon
confessare che altre, meno care, posseggano grandi virtù in loro stesse. Dobbiamo inoltre
domandarci se essi, onestamente, non vendano un po' di sale per oro, o veleno per Balsamo
di Vita, e abbiamo saputo di alcuni condotti alla soglia della morte a cagione del loro
Mercurio. Dico ciò perché gli altri possano aver più cautela.
Pensate cosa succederebbe se, per sbaglio si somministrasse Oppio al posto di Apium o
prezzemolo. Così, essi sperimentano sul corpo degli uomini ed uno ne uccidono per
salvarne un altro. Per di più, sebbene questi possan essere cordiali o antidoti
eccellenti, eppure non sono appropriati alla malattia, e così, di conseguenza, lentamente
conducono al dolore e alla rovina. Consideriamo, poi, labuso; il paziente caramente
paga per ciò che gli è di misero vantaggio e rifiuta i mezzi alla sua portata, dove non
vi è pericolo, essendo ciò confermato da esperienza e da tutti color che lhan
provato. Non è difficile provare che ogni paese abbonda dei semplici più appropriati
alle malattie del paese stesso, non cè quindi bisogno di recarsi in India o di usar
droghe esotiche.
Questa questione venne affrontata da molti uomini di studio e non vi perderemo ora troppo
tempo. Noi non vogliamo negar luso, nel cibo e nella fisica, di spezie indiane ed
arabe, né vogliamo condannar altri doni eccellenti di Dio, ma qui crediamo vi sia dolo
nel lor prezzo. Usiamole quindi nei loro propri posti e tempi. Forse simili preziose cose
furono fatte per grandi personaggi, e gran cura va profusa nella preparazione alfine di
non sofisticarle. Dico che i ricchi posson permettersi di pagar salato per queste
medicine, e cioè coloro che amano mangiar e bere loro, e sperano che, per via di
questo, essi possano comprar ogni cosa terrena, e quindi anche la salute stessa.
Neanche vorremo si pensasse che noi ignoriamo le grandi virtù ed efficacia dellOro,
ma qui diciamo degli abusi di quegli impostori che invece truffano e derubano: e possiamo
tutti assicurare che nulla vi è di buono nel bollir e ribollir lOro. Essi gabellano
il loro mestruo per Oro dissolto che, essendo ridotto a Spirito, può corrodere (e
lasciamo che gli uomini lo sappiano); Imitando il cuoco distratto, che, avendo perso il
brodo ove la carne bollì, porta a tavola una pietanza senza cuore né forza alcuna. Così
essi, avendo consumato e perso il loro Oro con Sali ed in altri modi, vendono ciò che ne
rimane. Quando luccello è fuggito, essi ne vendono il nido, e ciò essi chiamano
LOro Potabile, spiritualizzato sol perché invisibile.
Può essere che essi pongano dellOro nel lor forno, ma che, in tal maniera, essi
possano produrre simili Medicine, noi lo neghiamo. Molti si chiamarono Alessandro, o
Giulio, ma uno soltanto fu Alessandro il Grande, uno Giulio Cesare, gli altri avendone il
nome solamente. Se alcuno dovesse investigar nelleccellenza dei semplici dei nostri
paesi, troverebbe lavoro bastante per se stesso, ma lasceremo ciò ad unaltra volta.
Ma, per non dir del prezzo, possiamo forse noi non sospettar della preparazione, e cioè
che essi, invece del vero, vendano preparazioni ingannevoli, facendo difetto della lor
arte e professione? Perché la bilancia dellumana fragilità ha giustizia da un
lato, dallaltro profitto, con questo, spesso prevalente; onestà ci può essere
dintralcio, ma il profitto con sé reca piacere e delizia.
Così oggi i mercanti considerano parte del loro commercio limparar le tecniche per
meglio adulterar le loro mercanzie. Questo quando i Tebani non avrebbero permesso ad
alcuno di divenir magistrato se questi non avesse dismesso i propri commerci da dieci anni
almeno, tempo nel quale egli dimenticato avrebbe la frode, ma io qui tutto questo non
censurerò. Lo stesso potrebbe esser detto di coloro che vendono Medicine, siano essi
fisici o farmacisti, se questi abusano della lor professione.
Rimane quindi da mostrare che specifici o vegetabili e cose di poco valore esser più
potenti contro il male di ciò che ha grande prezzo, né il motivo va cercato troppo
lontano, perché le cose le cui proprietà assolutamente resistono alla malattia, queste
di necessità abbisognano esser più efficaci di quelle che, per sbaglio, si accompagnano
alla malattia e casualmente ne effettuano la cura.
Nellarte meccanica, se colui che eccelle in qualcosa si vanta delle proprie capacita
in ciò che pur non ha mai visto, voi direste trattarsi di un abborraccione, ma
impiegatelo in un commercio nel quale egli sia stato ben preparato ed egli mostrerà
lessere operaio valente; così nelle malattie, ove ogni specifico agisce nel suo
proprio campo, ma se applicato ad un altro, risulta inefficace. Né ci possiamo attendere
da alcuno (anche se fornito di cento mani) di conquistar un intero esercito, che però
può essere vinto da piccola schiera di esperti militi, ma di ciò abbiamo detto.
Capitolo IX.
Che molti tengono la Chimica in odio, ed altri disdegnan luso di vegetabili e
composizioni Galeniche, ambedue delle quali potendo, nei casi propri, essere
deffetto.
Come il palato degli uomini non ha lo stesso gusto, ma ciò che ad uno piace è
dallaltro detestato, così i giudizi degli uomini divergono e quel che luno
approva, laltro nega, essendo ciò causato da simpatia o antipatia, che fanno loro
abbracciar o odiar le cose, corrotte inoltre da pregiudizio o da ragione. Alcuni non osano
assaggiar formaggio per tutta lor vita, altri se ne astengono ma solo per alcuni anni,
alcuni bevono solo acqua, rifiutando vino, o birra; ed in tutto questo vi è grande
varietà. Così è la differenza tra le menti, per cui due che si incontrano per la prima
volta desiderano e ricercano lamicizia dellaltro e, al contrario, persone che
mai si son recate ingiuria si detestano.
Così accade a colui che, vedendo due giocatori, inizia a parteggiar per luno che
più gli si confà, e vorrebbe che questi vincesse e proverebbe piacere alla sconfitta
dellaltro, sebbene egli mai abbia ricevuto cortesia dal primo o danno o mala parola
dal secondo. Ora, se la comprensione eccelle il gusto e la facoltà sensuale ed ottusa,
tanto più un uomo veramente saggio sorpasserà colui che solo esternamente appare
giudizioso.
Luno con riflessione considera e pondera la materia, laltro tende
superficialmente ad apprendere in maniera avventata. Così molti uomini istruiti, i cui
desideri non sono stati soggetti alla lor ragione hanno abusato di se stessi, ed hanno
quindi definito buone alcune cose, allontanandone altre come cattive.
Sembrerebbe cosa strana in Medicina che alcuni dottori debbano solo prescrivere vegetabili
e fisica galenica odiando la chimica di cuore; mentre altri, interamente inclini alle
novità debbano rifiutar ogni medicamento che non sia chimicamente preparato. Ambedue le
parti, nella mia opinione, sono guidate più dal desiderio che dalla ragione, perché io
suppongo lesser assolutamente necessario prima studiar la nostra antica, dogmatica
Medicina, sia nelle sue parti speculative che pratiche per corregger i difetti già notati
delle prime, seconde e terze qualità; e far lo stesso, poi, con la chimica, cosicché
tutto sia senza sospetto o frode e quindi cominceremo con il vecchio, per proceder poi nel
nuovo.
Abbiamo già provato a sufficienza lesistere di proprietà occulte e di virtù
specifiche nei semplici, come mai venne negato dai galenici, che hanno inoltre affermato
che queste proprietà non traggono la loro azione dalle loro qualità o gradi ma dalla
loro natura, per mezzo della quale mitigano i sintomi e combattono la causa del malanno
ristorando salute al corpo umano.
Se questo è vero, perché allora i fisici non mostran più attenzione nella raccolta e
nella comprensione della natura dei semplici? Fernelio, nel suo libro De abditis rerum
caussi afferma che questa virtù specifica, da lui detta forma, giace nascosta in ogni
parte di un semplice ed è diffusa attraverso tutti gli elementi. Cosicché, lacqua
togliendo per via chimica, lolio se ne estrae ed il sale si ottiene dalle ceneri,
ciascuno di questi, acqua, olio e sale, avendo le virtù specifiche dei semplici, ma io
credo non tutte equivalenti, ma se assieme unite, perfette e complete.
Avendo ciò evidenziato e confermato, dobbiamo confessare che il corpo esterno e tangibile
di ogni semplice, che può essere schiacciato, tagliato, setacciato, bollito e mescolato
con ogni altro, sia questo la corteccia o la carcassa, è labitazione della qualità
dello specifico, essendone questa lessenza e lanima. E cosa diremmo adesso di
quei preparati, fatti in farmacia, e contenenti bene e male, anzi, corruzione della
peggior specie, in essi? Non rideremmo forse noi di colui il quale disdegna chi,
essendogli comandato di chiamar qualcuno fuor dalla sua casa, gli dica di portarsi questa
appresso? O che non può usar gli uccelli a meno che il nido non sia un ingrediente, o
mangiar ostriche senza ingurgitarne la conchiglia?
Ma i farmacisti credono che ciò sia giusto, perché non sanno far di meglio. Le qualità
occulte essendo così sottili che posson facilmente disperdersi a meno che vengano con
cura osservate, e conservate o incorporate con grande abilità. La Canfora perde la sua
forza se non viene curata con semi di lino. Il Rabarbaro si preserva nella cera o nello
Spirito di Vino. I sali del sangue caprino evaporano se non son mantenuti sotto vetro.
E che cosa potremmo noi dire delle qualità specifiche qualora separate dai lor corpi? Non
tornerebbero esse ai loro principi primi? Perché chi mai potrebbe separar la qualità del
bruciare dal fuoco, o quella del bagnare dallacqua? Ma se ciò è impossibile nei
corpi semplici, quanto più difficile sarà nei composti? Potrei io quindi sperare
nelluso di Medicine che sien giuste, possibili e ragionabili, perché è soltanto
abbandonando ostentazione ed orgoglio che la verità prospera.
Peraltro potremmo concedere che in sciroppi, giulebbi e conserve la gran quantità di
zucchero non blocchi lopera naturale del semplice; e forse potremmo approvar
luso di elettuari, oppiati ed antidoti, a meno che la moltitudine dei semplici ivi
composti non ne abbia ad estinguere la virtù vera. Forse le pasticche, e tutto ciò che
è amaro, acido, acuto, o le Medicine nauseabonde potranno far del bene, ma comunque
queste distruggon lappetito e causano disgusto, cosicché il paziente preferisce il
male al suo rimedio. Se lamaro, lacido o lacuto ed un sapor cattivo sono
qualità specifiche, esse dovrebbero esser più controllate che liberamente usate, ma
queste sono solo serve a lor padrone, duso per la Qualità Specifica, con la
differenza vera scoperta dalla chimica, che, se correttamente usata, separa il puro dalle
impurità.
Ma non fraintendete; noi non diciamo che i preparati chimici solo abbiano dello spirituale
e nessun corpo, ma sono più penetranti e sottili, più purificati dei corpi grossolani
appesantiti da grandi quantità di zucchero che li avvince e ne limita la libertà di
agire e compiere lopera loro. A questo punto potrete notare la follia e la pazzia di
coloro che odiano la chimica, che invece devesser usata con gran cura e giudizio non
essendo lavoro del fisico quello di bruciare, incidere, cauterizzare e rimuovere la causa
della malattia per indebolir il paziente e mettere in pericolo la sua vita, quando invece
i sintomi devon diminuire e la natura sia ristorata e confortata da cordiali sicuri.
Arcagato fu il primo chirurgo a venir a Roma, e qui venne ricevuto con onori, ma iniziando
egli ad incidere e bruciare, la gente lo trattò da boia, e fu per causa di coloro come
lui che tutti i fisici vennero banditi. Carmio, condannando il giudizio dei suoi
predecessori, creò nuove tecniche di cura e comandò ai suoi pazienti il ghiaccio e la
neve, e bagni in acque fredde, così come Plinio ci narra, raccontandoci di aver visto
vecchi al freddo assisi, a cagione delle di lui istruzioni.
Per curar la gotta, ci racconta Erasmo, Acesia guardò più alla malattia che al dolore,
che, essendo negletto, aumentò; di qui il proverbio, applicato alle condizioni che
peggiorano: Acesias medicatus est.
Quindi è chiaro, da ciò che è stato detto, che la Natura meglio si soddisfa con
lapplicazione di medicine vantaggiose e salutari. Asclepiade, amico di Pompeo per
primo dimostrò il beneficio delluso del vino agli ammalati, guarendo un uomo che
veniva trasportato alla sua tomba. Egli insegnò a mantener salute con luso moderato
di carne e di bevande, esercizio e molte frizioni; egli inventò pozioni deliziose e
piacevoli, e prescrisse bagni, ed inventò giacigli sospesi, così che il sonno
sorprendesse gli uomini in modo spensierato e noncurante. Plinio stesso ci disse che il
fisico Democrito, avendo in cura Considia, figlia del Console Serelio, proibì
lapplicazione di misure dure e severe e, per mezzo di uso lungo e continuativo di
latte di capra, la guarì. Agrone, come ci dice Coelio Lib. 13, cap. 22, fu fisico ad
Atene e, durante un gran contagio, essendo molte le persone infette, solo volle accendere
dei gran fuochi notturni; e similmente fece Ippocrate, cosa per la quale egli venne molto
onorato.
Da cui possiamo imparare che moderazione e gentilezza, in una malattia, son trattamenti
più efficaci, per portar via la causa e nel curare i sintomi, di misure ruvide e severe.
Il marinaio non spera in una bufera per giungere al porto desiderato, né il viandante
cammina il linea retta, ma ambedue, alfine, raggiungon le loro speranze. Leggiamo che
Fabio conquistò il suo nemico per mezzo del ritardo, ed è quindi capolavoro di prudenza
prima il deliberare, naturalmente e bene, e poi leseguire; ma i metodi di cura
rimangono immutabili, e gli assiomi son fissi, e cioè: se si rimuove la causa,
leffetto cessa; se la malattia è curata i sintomi svaniscono e si consungono.
Ma la chimica ci provvede Medicine sicure e piacevoli, e che in fretta raggiungono
leffetto al quale vennero intese: molti lo hanno confermato nei lor scritti, e
quindi sarebbe improprio lattardarvicisi. Passiamo ora a discorrere dei chimici.
Essi andrebbero chiamati i giovani Teofrasto, aventi come il loro maestro un titolo
Divino, che egli non ebbe da padre né da madre, ma personalmente si assunse come dono
magnifico e glorioso. Ma senza dubbio egli fu uomo di conoscenza eminente ed ammirabile
nellArte della fisica, eppur sarebbe sicuramente giudicata pazzia in sé medesima il
dimenticar gli Antichi per seguire le sue nuove invenzioni.
Potrebbe sembrare assurda lidea di voler ristorare ad un vecchio la sua forza,
perché la Morte savvicina ed ogni uomo, alle lunghe, deve sottoporsi al di lei
scettro. Non è forse il mondo antico assai, e pieno di giorni? E non è follia il pensar
di guarirlo e chiamarlo indietro alla sua gioventù? Sicuramente, la lor nuova Medicina
non può rianimar il mondo morente, ma potrebbe invece vieppiù indebolirlo ed
approssimarne la fine. Però trattenetevi, vi prego, e non immaginate che io presentemente
voglia censurare i preparati eccellenti e chiaramente divini della chimica, ma piuttosto
le persone che la professano, che fanno della distruzione il loro affare, ma si sforzano
di non costruire, che calpestano gli altri per innalzarsi ed esaltarsi, come Tessalo, che
si lamentava contro tutti coloro che non fossero suoi seguaci. E Crisippo, maestro di
Eristrato, che per conquistar notorietà ed eminenza, disprezzò Ippocrate e lo denigrò.
Questi e uomini simili sono capaci di promettere molto, ma eseguir ben poco, potendo
certamente qui concludere che, sebbene coloro mostrino grandezza, essi mai
lotterranno con mezzi sì indiretti. Vorrei che molti dei paracelsiani non
seguissero troppo pedissequamente i vizi del maestro loro, perché se molti tra gli
scritti recenti fossero ben scrutati, ed esposti i loro abusi e laspro linguaggio
verso gli altri, non dubito che i loro volumi si ridurrebbero di molto. Sarebbe molto
meglio combattere il nemico comune, la malattia, piuttosto che vendicarsi dei rancori
privati tra fisici.
Le bestie selvagge ringhiano, mostrano denti e sputano veleno; larma delluomo
è la ragione, con la quale egli dovrebbe confondere i suoi avversari. Nel toccar la
chimica, noi grandemente ammiriamo ed elogiamo le cose di essa che sono buone, né
disprezziamo la fisica galenica, che è efficace in alcune istanze. La mia opinione è che
tutto vada usato al posto che gli compete. Gli uomini non sono solo spiriti ma sostanze
corporee, e quindi non abbisognano di Medicine esaltate al loro più altro grado di
perfezione, o almeno non per ogni dolore applicato ad ogni persona ed ad ogni parte o
membro.
Vi sono alcune malattie che, essendo calde e secche, non vanno curate da prescrizioni
chimiche i cui ingredienti o preparati hanno simili qualità. In una società cè il
mercante e luomo daffari, ma luno non può rimpiazzare laltro,
così un fisico prudente userà diversa misura ove egli ne vede loccasione, in una
guisa per il campagnolo, nellaltra per persona delicata; in un modo per malattie di
poco conto, nellaltro per casi più pericolosi; luno per piacevolezza,
laltro per efficacia, così come necessità richieda.
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